(…) “Cosa ci racconta il fenomeno della moda sull'identità di una persona o di una collettività? Come ci si destreggia nella dicotomia dell'essere e dell'apparire? E, non da ultimo, dev'esserci per forza uno iato fra il senso di Dioniso e la forma di Apollo? È in questo che l'arte – sincronia fra visibile e invisibile – può aiutarci: riconciliando una visibilità che passa per esibizionismo, un essere che passa per pura apparenza e un voyeurismo che passa per morbosità.(...) nelle parole di Roland Barthes <>. Per questo dovremmo spogliarla di ogni moralismo e ammettere che l'abito può o non può fare il monaco, ma la differenza è negli occhi di chi osserva“.

Martina Lolli (Estratto dal testo critico , pubblicato sul catalogo della mostra "Dal fico al figo")

(…) Come i vagiti reali sono i tangibili segni della vita che inizia e principia, così quelli metaforici indicano la nascita di una nuova opera d'arte che per la prima volta si mostra al mondo. Dunque il recondito gioco di parole racchiuso nell'ossimoro può essere tradotto come la volontà, da parte dell'associazione, di mostrare al pubblico le più attuali esternazioni della creatività, ma non in modo casuale, bensì coinvolgendo gli artisti attorno ad un tema intrigante ed apportatore di interessanti prove, come testimonia il titolo stesso della mostra “8” Cadimi addosso. Quest'ultimo vede l'unione di un numero e di una locuzione che nasconde metaforicamente il vero senso della mostra che gli artisti sono chiamati ad interpretare: il bisogno di equilibrio. Certo, ci sono svariati settori del sapere umano che definiscono l'equilibrio, come la fisica o la chimica, ma credo che in merito alla specificità della mostra, e con particolare riferimento al numero otto ritenuto simbolo dell'armonia universale, esso sia da ritenersi come uno stato in cui ogni cosa è al giusto posto, partendo dalla natura per giungere all'uomo. E' chiaro che questo ha innata in sé la necessità di mantenere saldo il suo baricentro sia interiore che esteriore, ma quando si lascia traviare dalle futili contingenze, perde l'armonia e si incammina verso l'autodistruzione. L'arte pertanto, grazie al suo potere educativo, alla sua evocatività ed alla sua capacità di stimolare pensieri e dialoghi, riveste un ruolo sostanziale per evitare questi sbandamenti da parte dell'uomo.

Siro Perin (Estratto dal testo critico , pubblicato sul catalogo della mostra 8 Cadimi Addosso)

La collettiva “Ante Mortem”, realizzata con il contributo di Fondazione Tercas e Comune di Atri, è organizzata dall’Associazione Culturale Vagiti Ultimi. Saranno esposte le opere di 30 artisti nazionali ed internazionali, tra i quali Rita Antonioli, Pep Marchegiani, Andy Fluon, El Gato Chimney, Adam Martinakis. La mostra, inoltre, presenterà l’omaggio a Pasquale Di Fabio dal titolo “Da Padre in Figlio”; insieme alle opere del noto artista marsicano, in esposizione i quadri del figlio Alberto: il dialogo “tra padre e figlio” come simbolo della processualità generazionale nell’arte. Le discipline artistiche coinvolte comprendono pittura, scultura, fotografia, videoart ed installazioni. Numerosi saranno i lavori inediti, creati ad hoc dagli artisti per rispondere all’invito di Vagiti Ultimi, a presentare opere sul tema dell’ “Ante Mortem”.

 

L'associazione culturale “Vagiti Ultimi” organizza mostre collettive di Arti Visive in location d'eccezione.

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